INCONTRAMAMME: UNA VITA DA GIOCARE.

Il primo appuntamento del ciclo di 4 incontri gratuiti organizzati da Monica Bielli e Be Happi presso lo studio di Neuropsicomotricità sono iniziati martedì 8 novembre.

Di cosa abbiamo parlato?? 

Il gioco è fondamentale per il bambino, come possono esserlo il cibo e il sonno

 

Normalmente il termine "gioco" si discosta da qualsiasi connotazione seria, anzi spesso e volentieri dall'adulto viene sottovalutato; non dobbiamo dimenticarci però che per un bambino "GIOCARE" è un'azione serissima, paragonabile a lavorare per l'adulto.

 

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"I giochi dei bambini non sono giochi, bisogna invece valutarli come le loro azioni più serie" Montaigne

 

Quando il bambino gioca prova una naturale sensazione di benessere, si diverte e inizia a conoscere il mondo e i meccanismi a lui collegati. Si impara che un determinato oggetto può fare un rumore se sbatutto per terra, ma può anche diventare una bacchetta magica o assomigliare tantissimo al cucchiaio che usa la mamma per girare la minestra.

Il gioco segue l'evolversi del bambino, si modifica insieme a lui. Attraverso il gioco il bambino conosce se stesso, l'ambiente in cui vive, chi si occupa o interagisce con lui, si mette alla prova, impara le regole, riconosce le proprie emozioni e stati d'animo.

Il gioco è fondamentale quindi.

Può variare in base alle possibilità di materiale (questo non vuol dire avere tutti i giochi ultimo modello o i più costosi, tutt'altro, ma variare nel materiale da quello di reclico, a quello "rubato" alla mamma, dalla pasta, al pongo, ai giochi comprati o a quelli di finzione).

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Molto spesso capità che il bambino non sia interessato ai giochi che gli vengono comprati o regalati da amici e parenti, ma piuttosto l'interesse cade su oggetti di uso comune come mazzi di chiavi, pacchetti di fazzoletti, bottiglie di plastica e così via...

E' possibile cogliere la palla al balzo e poter creare nuovi giochi per i propri bimbi riuscendo anche a risparmiare. 

Per invogliarli a un'attività diversa, il primo a crederci deve essere il genitore, deve tornare piccolo anche lui, essere predisposto a sporcarsi a volte e a mettersi in gioco. 

Il gioco è fondamentale per un corretto sviluppo dal punto di vista motorio, del linguaggio, affettivo/relazionale, intellettivo.

E' giusto suddividere per fasce di età.

0 - 12 mesi:

In questa fase il bambino è appena nato, non è ancora consapevole della distinzione tra lui e la mamma, ma riuscirà a comprenderla piano piano, grazie alle cure ricevute, dalle sensazioni di fame, sete, bagnato, freddo, caldo. 

Nei primi sei mesi è possibile cominciare a proporre alcune attività di gioco, per lo più basate sul tatto e sull'udito. Dovete tener presente che nei primi sei mesi la posizione privilegiata del bambino è quella coricata, quindi l'area di maggior interesse sarà quella compresa nel suo campo visivo, intorno ai 6/7 mesi il bambino conquistando la posizione seduta modificherà il suo campo visivo e di azione, ampliandolo notevolmente.

Quindi che giochi possiamo proporre? 

Bottiglie o giochi sensoriali e sonori, dialogo, coccole.

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Dopo i 6 mesi bolle di sapone, gioco euristico, cestino dei tesori, giochi di movimento (per incentivare e sperimentare i passaggi posturali), intorno ai 8/9 mesi, il gioco del cucù, nascondersi, è possibile usare tovaglie, lenzuoli, scatoloni, fourlard. 

Nel primo anno di vita chiamiamo il Gioco del Bambino: Gioco Solitario, poichè la scoperta e la sperimentazione sono al primo posto, il bambino si concentra su di se, sulla mamma e di come l'ambiente inizia a modificarsi.

Successivamente nel secondo anno di vita si parlerà di Gioco Condiviso, in cui i bambini potranno condividere lo stesso gioco, inteso come materiale, ma senza l'intezione sociale, questa si presenterà invece dai 3 anni e mezzo dove potremo parlare di Gioco Sociale, in cui i  bambini si cercheranno e richiederanno la presenza uno dell'altro per condividere l'esperienza del giocare insieme.

Concludendo nel primo anno di vita del bambino ci sono tante nuove conquieste ed esperienze ed è giusto che la mamma sia parte integrante di questa evoluzione.

E' positivo che ci sia un giusto equilibrio tra gioco libero e strutturato (organizzato), non c'è un'età stabilità per strutturare un gioco, importante è ricordarsi l'età del bambino , i suoi tempi di attenzione e le capacità che ha acquisito. Per esempio ad un bimbo di pochi mesi si potranno proporre giochi come il cestino dei tesori o altri giochi più sensoriali, poichè in tempi di attenzione sono più ristretti e l'aspetto che emerge di più è il tatto, l'udito, la vista, l'esplorazione e conoscenza dell'ambiente circostante. Più crescono più si può strutturare un'attività ludica. Allo stesso tempo il gioco libero è alla base di un buon sviluppo emotivo e creativo, il bambino è libero di sperimentare e creare.

giocare

12 - 24 mesi:

Adesso possiamo iniziare a proporre attività come i travasi, giochi di manipolazione con la pasta di sale (può capitare che la pasta di sale crei irritazione ad alcuni bambini, per evitare ciò è possibile creare un semplice impasto di acqua e farina), è possibile anche utilizzare la pasta modellabile.

 

Iniziano i primi esempi di Gioco Simbolico/Gioco di Finzione. Il bambino cominciano ad utilizzare il pensiero simbolico, cioè riescono a riprodurre mentalmente pensieri, azioni, oggetti o persone anche se in quel momento non sono realmente presenti (giocare a far finta di telefonare, utilizzando come telefono una costruzione o un altro oggetto diverso dal telefono). Per stimolare il bambino è possibile fornigli diverse tipologie di materiali (scatoloni, stoffe, bambole, utensili da cucina), il bambino così ricostruirà il suo gioco ogni giorno in modo diverso.

Il Gioco Simbolico ha esordio dai 12/15 mesi e durerà fino ai 6 anni. E' una forma di gioco che condiziona la personalità del bambino, la fa evolvere e maturare. Il bambino infatti riporta nel gioco, azioni o gesti che vede riprodurre quotidianamente da parte dell'adulto, quindi comincierà ad apprendere in maniera più o meno inconscia i meccanismi di causa-effetto, regole, come ci si relaziona con gli altri, educazione e così via. 

 

Durante l'incontro sono state fatte diverse domande, molte riguardanti l'ordine e i giochi.

E' giusto che il bambino sappia fin dall'inzio che ogni gioco ha un proprio posto, dove deve essere riposto e dove verrà trovato quando si vorrà giocare. Oltre a creare l'ordine in casa, questo porta il bambino ad un ordine mentale e organizzativo importante. Troppi giochi sparsi in sala o nella cameretta non servono e creano solo tanta confusione, c'è il rischio che il bambino non si interessi più a nulla, i tempi di attenzione quindi saranno sempre più brevi.

Per ovviare a questo problema, fin quando sono piccoli, utilizzare per i diversi giochi, contenitori trasparenti dove i bambini possano vedere cosa c'è all'inteno e nel caso quindi poterlo richiedere al genitore. Non utilizzare più di due/tre giochi per volta. Quando è ora di riordinare inizialemente farlo insieme, mostrare al bambino come si fa è fondamentale, deve prendere esempio da voi genitori, poi pian piano, crescendo sarà un compito che gradualmente svolgerà lui da solo.

Abbiamo parlato di tablet e televisione.

Tablet e televisione sarebbero da ridurre al minimo. Ci sono delle situazioni a volte che possono tornare utili, ma non deve essere una scusa o un pretesto. Si dovrebbe dedicare un'oretta nell'arco della giornata, preferibilmente lontano dai pasti e dal momento della nanna, perchè può disturbare questi due momenti importanti e agitare ulteriormente i bambini. Importante è stare accanto a loro, spiegando quello che vedono e commentando insieme, anche se il bambino è piccolo.

Girello Box?

Molte mamme si chiedono cosa sia meglio. Non c'è una risposta netta, ci sono i pro e i contro.

Prima di tutto dobbiamo sottolineara che il bambino dovrebbe stare a terra, libero di sperimentare i vari passaggi posturali naturalmente. Il girello e il box sono degli espedienti utilizzati per tenere al sicuro i bambini e allo stesso tempo liberi di giocare, mentre la mamma fa qualche lavoro in casa.

Per quanto riguarda il girello, il bambino viene messo in piedi e tenuto in equilibrio in modo artificiale, rischia di camminare con la punta dei piedi (se non lo si è ben regolato) e non riesce a tenersi in equilibrio naturalmente. Può esserci una postura errata per la schiena e le gambe e il rischio di ribaltarsi se la ruota si incastra.

Nel box il bambino è contenuto, ma allo stesso tempo limitato nel movimento, può tirarsi su in piedi, ma l'area limitata non gli permette di muoversi liberamente, anche qui se non ben fissato c'è il rischio che il box si possa rovesciare.

Entrambi dovrebbero essere usati limitatamente, quando effettivamente c'è una necessità, altrimenti è meglio che il bambino stia a terra libero di muoversi e giocare.

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Ringrazio tutte le mamme che hanno parteciapto all'incontro.

Il prossimo appuntamento dove parlerà l'Osteopata si svolgerà martedì 15 alle ore 10.30 presso lo Studio di Neuropsicomotricità in via Fiume 11, gli eventi gratuiti sono organizzati da Monica Bielli di SosAllattamento e BeHappi di Happi Ness!! Vi aspettiamo!!

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